Solo un responsabile IT su 5 è in grado di capire se la propria azienda sia in grado di contrastare un attacco. Questo è quanto emerge dal nuovo report di Kpmg, che mette in guardia sulle minacce emergenti e sulle organizzazioni criminali.

Un ulteriore aspetto allarmante è dato dal numero consistente (47%) di aziende che ammette di non avere in atto strategie per impedire l’estorsione dei dati di accesso da parte delle organizzazioni criminali (v. Cryptolocker: dopo due anni le aziende pagano ancora il riscatto!) e dal numero di attacchi dilaganti (97% degli intervistati ha subito almeno un attacco).

"È tempo di pensare al rischio informatico in modo diverso, abbandonando il semplice concetto di hacker  e riconoscendo che le nostre imprese sono prese di mira da imprenditori del crimine senza scrupoli che non solo hanno un business plan e dispongono di ampie risorse, ma si occupano anche di frodi , estorsioni o furti di proprietà intellettuale di valore". Ha commentato Paul Taylor, UK head of cybersecurity di KPMG

E’ ormai necessario cambiare mentalità e considerare la sicurezza non solo un esercizio di difesa, ma un imperativo imprescindibile a tutti i livelli in azienda.