News feed

Delegare il ricordo di tante informazioni ai nostri dispositivi ci rende più creativi.

Questo è il risultato della ricerca effettuata dai ricercatori di Kaspersky Lab ed il dott. Gorkan Ahmetoglu, docente di Business Psychology all’UCL (University College London), a proposito del fenomeno “Digital Amnesia”, ovvero l’abitudine di stivare nel proprio dispositivo le informazioni che fino a poco tempo fa eravamo soliti doverci ricordare in autonomia. 

Il sovraccarico dei ricordi riduce la nostra capacità di pensare in modo creativo, la creatività infatti si colloca nella “Working Memory”, ovvero nella memoria a breve termine. 

 “Le persone tendono a distorcere, dimenticare o ricordare in maniera selettiva le informazioni che conservano nella memoria a breve e lungo termine, tutto ciò che occupa la working memory ed affatica notevolmente il cervello, ostacolando inevitabilmente il processo creativo. Delegare il ricordo dei propri dati a dispositivi esterni, permette una raccolta, archiviazione e integrazione della conoscenza più facile e precisa”

Inoltre può essere un notevole vantaggio anche per le aziende: le informazioni e le conoscenze immagazzinate digitalmente possono essere condivise tra tutti e favorirebbero il processo di collaborative thinking.

Importante rimane sempre anche il tema della sicurezza “ Esternalizzare parte dei processi mentali su un dispositivo digitale rappresenta un bersaglio di sempre maggiore valore per competitor e cyber criminali. Una soluzione per la sicurezza informatica, efficiente e multilivello, è quindi fondamentale per tenere all’interno dell’azienda i dati” conclude Morten Lehn, General Manager di Kaspersky Lab Italia.

 

Win32/PSW Stealer: il nome del nuovo malware che si nasconde dentro i dispositivi USB ed infetta i pc senza lasciare tracce.

Lo hanno scoperto i ricercatori di ESET e l’hanno soprannominato USB Thief, si tratta di un’insolito tipo di malware che si auto-installa su dispositivi portatili (USB) in maniera completamente invisibile e ruba i dati dei pc ai quali vengono attaccati le chiavette USB o Hard disk esterni. 

Come funziona?

USB Thief incorpora un sistema di codifica multilivello collegato al dispositivo USB nel quale è installato, rendendosi in questo modo quasi invisibile ai comuni sistemi di protezione. Beneficiando del fatto che alcuni dispositivi portatili utilizzano le versioni portatili di applicazioni come Firefox, Notepad e TruCrypt per memorizzare i dati, si spaccia per un plugin o libreria di queste applicazioni e si installa dalla chiavetta al pc. Ogni qual volta venga avviato uno di questi programmi, USB Thief (Win32/PSW Stealer) si avvia in background ed inizia la sua attività malevola.

Il malware per il momento ha preso di mira solo società ed aziende in Africa ed America Latina. Infatti per il momento il numero di attacchi è ancora relativamente basso, ma a preoccupare è l’affinità con il più famoso Worm Stuxnet, malware rilasciato allo scopo di colpire dati molto sensibili, protetti in dispositivi non connessi ad internet. 

Come proteggersi?

Dalle analisi condotte fino ad ora, sembrerebbe sempre meno casuale la mancata installazione del malware in sistemi in cui siano attivi Karpersky o GData, probabilmente perché sarebbero in grado di individuarlo o bloccarlo.

Sottocategorie